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Giovanni Arduino, l’intervista

Electric Sheep Comics ha il piacere di ospitare e intervistare Giovanni Arduino. Personaggio poliedrico, è scrittore, consulente editoriale, sceneggiatore, regista, traduttore, curatore dell’edizione italiana del fumetto Blair Witch Project. In molti lo avranno conosciuto e apprezzato per essere il traduttore italiano dei romanzi di Stephen King. La biografia di Giovanni è molto più lunga e per questo vi rimandiamo al suo sito web dove potrete trovare tante curiosità https://giovanniarduino.wordpress.com 

L’intervista è curata da Roberto Napolitano. Le illustrazioni sono state realizzate da Francesco Origlia, liberamente ispirato dalle risposte di Giovanni Arduino.

ESC – Ciao Giovanni e benvenuto nel sito dell’associazione culturale Electric Sheep Comics. Tutte le interviste hanno in comune la stessa domanda. Questa, per la verità, non è poi così originale perché è presa in prestito da “Il Club dei vedovi neri”, antologia di racconti scritti da Asimov. In queste storie, il protagonista, invitava i suoi amici a casa per risolvere alcuni misteri. Per presentare gli ospiti ai lettori chiedeva loro: Come giustifichi la tua esistenza?

G. Arduino – Produco parole, ci gioco, creo mondi e universi, li cambio, talvolta li rendo comprensibili per il pubblico italiano. Robetta così. E ci campo fin da ragazzo. Forse un giorno deciderò di fare altro. Non lo so, sul serio.

ESC – Electric Sheep Comics è un chiaro riferimento agli androidi di Dick che sognano pecore elettriche. Da Asimov a Dick è dichiarato che ci piace la fantascienza. Tu che rapporto hai con questo genere narrativo che sembra (forse trascinato dalle recenti produzioni hollywoodiane) godere di un nuovo slancio?

G. Arduino – Non mi piace l’hard sci-fi. Troppo tecnologica. Talvolta fredda. Per il resto mi va bene tutto, da Dick (appunto) a Bacigalupi.

Blair Witch Project

ESC – Alla passione per la fantascienza  associamo quella per il fumetto. Nel 2000 hai composto un racconto per accompagnare il fumetto The Blair Witch Project pubblicato da Sperling & Kupfer, come nasce questa iniziativa? hai avuto altre partecipazioni nel mondo delle nuvole parlanti?

G. Arduino – L’edizione italiana del fumetto di Blair Witch Project è stata interamente curata da me, in ogni singolo dettaglio. Ne avevo anche acquistato i
diritti come editor della Sperling & Kupfer, ai tempi. Il film, visto in anteprima negli Stati Uniti, mi era sembrato una figata pazzesca, vagamente alla Cannibal Holocaust (che adoro). Regge discretamente ancora adesso e ha generato decine e decine di epigoni (tutti i vari found footage tipo Cloverfield, le produzioni della Blumhouse da Paranormal Activity in avanti, eccetera eccetera). 
Altre esperienze nel campo dei fumetti? Sceneggiature di porno e albi splatter a fine Ottanta. Ero un bambino.

 

ESC – Da alcuni anni stai traducendo in italiano le opere di Stephen King, come è nata questa avventura?

G. Arduino – Me lo hanno proposto, considerando probabilmente che, per piacere o lavoro, mi occupo di questo autore da secoli.

ESC – Soffermiamoci ancora un po’ sul tuo lavoro di traduttore di Stephen King. Come nasce la traduzione di un opera di King, spesso caratterizzata da modi di dire tipici della lingua anglosassone e arricchita da personaggi e ambientazioni che costituiscono un universo immaginifico?

G. Arduino – Come qualsiasi altra traduzione, almeno per me: con grande cura e facendosi un culo quadro. In più, il vantaggio di “frequentare” King da tempo immemore (vedi sopra) e di condividere molte sue passioni (generi musicali/letterari/cinematografici, baseball, parchi dei divertimenti e parecchio altro).

ESC –Durante le traduzioni di Stephen King hai dovuto rileggere le opere tradotte da Tullio Dobner o confrontarti direttamente con lui per mantenere una linearità di termini e modi di dire o hai avuto la possibilità di parlare con King? C’è qualche aneddoto in merito che puoi raccontare?

G. Arduino – No, non ho mai parlato con King, gli ho solo stretto la mano a una convention. No, non mi sono mai confrontato con Tullio Dobner, per ora non è stato necessario. E anche nel caso, mi basterebbero le sue traduzioni.

Arduino_Incontra_King

ESC – Oltre a Stephen King hai tradotto numerosi altri autori dalla narrativa, da Glenn Cooper a personaggi politici come Nelson Mandela. L’approccio alla traduzione è sempre uguale per tutti o ci sono approcci diversi rispetto al testo in esame? 

G. Arduino – E’ sempre diverso ma resta una costante: numero di pagine diviso giorni disponibili uguale ritmo quotidiano da rispettare. Da qui non si scappa. Meglio di tanti discorsi alati ma poco pratici, no?

ESC –  C’è una traduzione in particolare, non necessariamente di Stephen King, che ti ha dato soddisfazione realizzare e un’altra che non hai sopportato e perché?

G. Arduino – Joyland e On Writing. Ci ho sudato sopra ma il risultato mi pare più che soddisfacente. E poi, non di King, Il segreto della libreria sempre aperta di Robin Sloan, un romanzo avventuroso e ironico su questi anni di transizione. Riguardo alla seconda parte della domanda, ho uno stomaco molto, molto robusto e sono molto, molto curioso. Mi affascina tutto, anche la merda.


ESC – Oltre a essere un traduttore sei anche unArduino_Jack romanziere, quanto la tua vena artistica influenza quella da traduttore?


G. Arduino – 
Lo scrittore abita nell’attico, il traduttore nella dépendance in giardino. Non comunicano troppo tra loro. Non si vedono quasi.

ESC – Hai pubblicato molte opere tra racconti brevi e narrativa usando anche degli pseudonimi, uno fra tutti Joe Arden. Perché questa scelta? in cosa è diverso Joe Arden da Giovanni Arduino?

Joe_DisturbaG. Arduino – E’ una parte enfatizzata di Giovanni Arduino. E’ un suo lato, una sua metà, una volta quella più oscura, adesso chissà. Joe è partito per la California anni fa. Beato lui. Non so quando e se tornerà.

ESC – Ci potresti parlare di Occupy Wall Street, cosa ti ha portato a unirti a questo movimento? come lo sostieni (se ne fai ancora parte)?

G. Arduino – Avevo scritto una poesia, in inglese. Mi hanno chiesto di utilizzarla sul loro sito. Ho accettato. Molto semplice. Certo, condivido ancora gli aspetti originali che animano (o piuttosto animavano) questo movimento, ormai trasformatosi in altro.

ESC – ESC riesce a mettere in contatto i propri sceneggiatori e disegnatori con alcuni editori (Rigorosamente no EAP) che appartengono alla vasta cerchia della media editoria. I guadagni, per chiamarli così, sono più correttamente identificabili come dei rimborsi spese o una cena tra amici. Di tanto in tanto sperimentiamo la vita dell’auto pubblicazione dove ci rendiamo conto che non basta tentare la vendita sui social network (altrimenti non ci scappa neanche il gelato) ma bisogna impegnarsi molto anche nella vita “reale”. Una tua visione dell’editoria indipendente? Possibilità che questo movimento possa crescere nel tempo e come?

ArduinoG. Arduino – Indipendente di per sé non significa nulla. Anche la nuova creatura editoriale di Elisabetta Sgarbi, la Nave di Teseo, si definisce tale. Non credo siano importanti le etichette, ma progetti, azioni, risultati.

ESC –  Facilitare la pubblicazione di proprie opere, introducendole sul mercato grazie alle varie offerte di servizi self-publishing, può abbassare il livello qualitativo (forse già basso) della letteratura italiana? La grande editoria è garante anche della qualità dei prodotti che vengono presentati al pubblico e se si in che modo?

G. Arduino – La “grande” editoria serve per la scrematura, che è indispensabile. Penso che un processo simile interesserà in futuro anche i self publisher, perché la percentuale di spazzatura illeggibile è ancora altissima (lo stesso vale per l’offerta di tante piccole case editrici digitali, si badi bene, che puntano solo a occupare spazio virtuale negli store con boiate invereconde). Forse succederà naturalmente, quasi darwinianamente. Però non ne ho idea e probabilmente non ce l’ha nessuno.

ESC – Progetti futuri?

G. Arduino – Finire la sceneggiatura cinematografica che mi hanno commissionato, indipendentemente dal suo futuro destino. Immaginare ogni giorno qualcosa di nuovo, anche se poi magari non lo realizzerò. E vivere bene, con tranquillità (hai detto poco).
Grazie a tutti.
Per maggiori informazioni http://giovanniarduino.wordpress.com/