Electric Sheep Comics Intervista Tessa B. Dick

ESC intervista TESSA B. DICK – “La mia vita con Philip Kindred Dick

L’esperienza religiosa è assoluta. Non si può discuterne; si può solo affermare di non aver mai avuto quell’esperienza e chi discute con voi vi dirà «Mi dispiace, ma io l’ho avuta» e con questo la discussione è finita […] E se una tale esperienza ci aiuta a rendere la nostra vita più sana, più bella, più completa o più sensata, per noi e per coloro che amiamo, potremmo dire senza timore: «È stata una grazia di Dio».
[C.G.JUNG, Psicologia e religione]

Suonarono alla porta, e mi trovai davanti quella ragazza coi capelli nerissimi e grandi occhi, molto buoni e intensi; mi fermai lì, a fissarla, stupefatto, anche confuso, pensando di non aver mai visto una ragazza più bella, e perché se ne stava lì? Mi passò la confezione di medicine [Darvon], mentre stavo cercando di pensare cosa dirle; notai, a quel punto, che aveva al collo una bellissima collanina, e le dissi: «Che cos’è? È  davvero bella». Tanto, capisci, per dirle qualcosa, trattenerla ancora lí. La ragazza mi indicò la figura più grande in essa contenuta, un pesce. «È un segno che usavano i primi cristiani» mi disse, e poi se ne andò.

[PKD, lettera a Ursula Le Guin, 23 settembre 1974, ora in Esegesi 004 1974-1975]

 

Come spiegare in poche parole chi era Philip K. Dick a chi non lo ha mai sentito nominare? Dire che è l’autore di romanzi e racconti da cui sono stati tratti film come “Blade Runner”, “Minority Report”, “Total Recall”, “Un oscuro scrutare”, “Screamers” e molti altri, è a dir poco riduttivo.
Philip K. Dick può essere considerato un moderno filosofo alla ricerca spasmodica della definizione di reale e dell’umano. La sua biografia potrebbe essere tratta da un suo romanzo di fantascienza, o al contrario si potrebbe evincerla dai suoi scritti. Non staremo qua ad annoiarvi raccontandovela tutta, preferiamo consigliarvi la biografia edita da Fanucci “Divine invasioni. La vita di Philip K. Dick” di Lawrence Sutin.
A noi, oggi, interessa particolarmente il periodo più singolare della sua vita, quello dei primi anni settanta. In quegli anni, Philip era sposato con la sua quinta moglie Tessa Busby, allora diciottenne. È lei che intervistiamo oggi a proposito del periodo soprannominato dallo stesso Dick 2-3-74 (febbraio, marzo 1974), in cui, a seguito all’illuminazione rosa emanata dal ciondolo a forma di pesce, Philip vive la propria anamnesi. La commessa della farmacia che indossa il ciondolo, spiega a Phil che si tratta di un antico simbolo del cristianesimo delle origini (Ichthys). Squarci di antica Roma appaiono invadendo il presente nel quale Phil non è più Phil, ma Thomas, un cristiano perseguitato dai romani nel primo secolo d.C.
A convincerlo ulteriormente della realtà di ciò che sta vivendo  sono alcuni brani del suo romanzo “Scorrete lacrime, disse il poliziotto” che ricordano molto da vicino alcuni passi degli Atti degli Apostoli a lui sconosciuti. 
Ma non sono gli unici strani eventi che caratterizzano quel periodo e che lo portarono a interrogarsi sulla natura degli stessi. Le sue indagini si dilungano per ben 8000 pagine di scritti che intitolò “Esegesi”.

Tessa racconta i fatti del 2-3-74 in una biografia edita in Italia proprio da Electric Sheep Comics: “La mia vita con Philip Kindred Dick” (titolo originale: “Remembering Firebright. My life with Philip K. Dick).
Abbiamo quindi proposto a Tessa alcune nostre curiosità in proposito alle quali ha accettato cortesemente di rispondere. Le diamo il benvenuto qua sul nostro sito e iniziamo la nostra intervista.

Intervista a cura di Claudio Fallani.

 

ESC – Ciao Tessa, grazie per il tempo che stai per dedicarci. Come sai, noi di Electric Sheep Comics siamo appassionati di fantascienza con un occhio di riguardo per le opere di Philip. Tutte le nostre interviste hanno in comune la prima domanda. Questa, per la verità, non è poi così originale perché è presa in prestito da “Il Club dei vedovi neri”, antologia di racconti scritti da Asimov. In quelle storie, il protagonista, invitava i suoi amici a cena e insieme cercavano la soluzione ad alcuni misteri. Per presentare i suoi ospiti ai lettori, il protagonista domandava sempre loro: Come giustifichi la tua esistenza?

TESSA – Io non giustifico nulla. Esisto semplicemente.

ESC – Recentemente in Italia è stata pubblicata da Fanucci “L’Esegesi” a cura di Pamela Jackson e Jonathan Lethem. Il sottotitolo è “2-3-74”, una data che tu conosci bene? Vuoi parlarcene?

TESSA – Era il 2 marzo 1974, ma molte persone si confondono [con il 3 febbraio 1974] poiché gli Europei scrivono nella data prima il giorno poi il mese, mentre gli Americani fanno l’esatto opposto. Secondo Phil, la lettera Xerox arrivò il 2 marzo 1974. Tuttavia, era contento che le persone interpretassero in modo errato la data poiché le sue esperienze iniziarono proprio nel mese di febbraio, quando fu sottoposto a un intervento chirurgico alla bocca.

ESC Vuoi raccontarci un evento di quel periodo che ti ha particolarmente impressionata o emozionata?

TESSA – Il nostro gatto Pinky scomparve per almeno due mesi, e quando ritornò a casa quasi non lo riconoscevo. Era un gatto di color arancione chiaro, ma quando tornò da noi era quasi bianco. Phil disse che Pinky assomigliava a una pecora.

ESC – Secondo Lawrence Sutin in “Divine invasioni. La vita di Philip K. Dick”, biografia ufficiale edita in Italia da Fanucci Editore, Philip non consumò mai eroina, cocaina o cannabis, ebbe pochissime esperienze con l’LSD, ma assunse anfetamine fin da adolescente per combattere gli attacchi di panico. Di queste fece abuso tra il 1970 e il 1972 in seguito al suo divorzio con Nancy Hackett.
Alcuni, quindi, attribuiscono le visioni all’assunzione di quelle droghe. Altri li classificano come eventi psicotici, riferendosi alla diagnosi di una lieve forma di schizofrenia fatta dal suo psichiatra negli anni ’50.  Altri ancora imputano le visioni a una forma di malattia mentale, a epilessia del lobo temporale o ad alcuni micro-infarti che Phil avrebbe avuto in quel periodo.

Credi che una di queste spiegazioni possa essere plausibile? Tu come interpreti i fenomeni vissuti da Philip – e in parte anche da te – in quel periodo? Quale pensi potrebbe essere stata la causa?

TESSA – Phil non abusava di sostanze stupefacenti quando lo conobbi. Quando era giovane, il dottore gli prescrisse anfetamine, ma lui le comprò illegalmente solo una volta da suo cognato. Qualcosa andò storto e quasi morì all’ospedale per un attacco di pancreatite, così successivamente smise di prendere anfetamine. Nei dieci anni che ho conosciuto Phil, l’ho visto una sola volta fumare una sigaretta di marijuana. Altrimenti, lui prendeva solo vitamine e medicine che il suo medico gli indicava. Tuttavia, sono convinta che la medicazione che il dentista gli prescrisse sia stata la scintilla che ha permesso a Phil di esperire del “raggio rosa”.

ESC – Secondo il tuo punto di vista, se fosse vera l’ipotesi secondo la quale le visioni fossero in realtà eventi psicotici, renderebbe meno reali le cose che Philip ha udito o visto in quel periodo? Mi spiego meglio, ciò che non vediamo o comprendiamo, ma che solo alcuni riescono a vedere e a esperire è da classificare necessariamente come oggettivamente falso o  come semplice visione?

TESSAIl famoso psichiatra Harry Stack Sullivan scoprì una connessione tra malattia mentale e abilità psichiche nei suoi studi sui pazienti afflitti da schizofrenia parnoide. In altre parole, non possiamo segnare una netta distinzione tra malattia mentale ed esperienza visionaria. Solo la persona che fa esperienza dello strano e dell’inusuale può scegliere se continuare a condurre la propria vita normalmente o di perdere la testa.

ESC – Ci sono stati degli eventi che hanno confermato che ciò che Philip udiva o vedeva aveva una corrispondenza nel mondo reale? Mi ricordo di aver letto almeno un fatto riguardante vostro figlio Christopher, vuoi raccontarcelo?

TESSA – Un pomeriggio quando Phil stava riposando, si alzò e mi disse che nostro figlio aveva un’ernia. Christopher l’aveva dalla nascita, ma non lo sapevamo. Mentre mi parlava, Phil appariva in trance e tornò immediatamente a letto. Visitammo il dottore che ci portò da uno specialista e l’intervento fu fissato per tre mesi dopo. Christopher era troppo giovane per affrontare l’operazione in quel momento. Lo specialista ci disse di non far piangere il bambino poiché l’ernia avrebbe potuto mettere a rischio la sua vita. Inutile dire che abbiamo dormito molto poco per tre mesi.

ESC – Come è cambiata la vostra vita in seguito a quegli eventi? E quale è stato l’impatto sulla sua opera letteraria?

TESSA – Phil scrisse Valis con l’intento di dare un senso alle sue esperienze visionarie. Credeva di avere dei nemici, anche se non sapeva chi fossero. Considerando la sua connessione con il Dott. Timothy Leary*, Phil aveva ragione. Il Dott. Leary, il ricercatore dell’LSD, scappò dalla prigione in California nel 1970 e la casa di Phil fu saccheggiata nel 1971.** Phil cominciò a sospettare di essere spiato, seguito e sorvegliato subito dopo la fuga dalla prigione di Leary, ma non credo che Phil abbia mai fatto questa connessione nella sua testa. La mia vita non è cambiata molto. Ho avuto delle strane esperienze durante la mia vita, e ho cominciato a stancarmi di sentire Phil discutere delle sue. Molto spesso ripeteva le stesse storie, così poteva diventare alquanto noioso. D’altra parte ha elaborato molte speculazioni indagando sulla causa delle sue visioni. L’idea più interessante è stata che qualcuno avesse usato trasmissioni radiofoniche per inviare pensieri e immagini direttamente al suo cervello. Questa potrebbe essere una possibilità.


*NOTA: Per approfondimenti vedi http://alfonsinemonamour.racine.ra.it/alfonsine/la_vita.htm
**NOTA: Il 17 novembre 1971, oltre un anno dopo che la moglie Nancy se ne sera andata via di casa esasperata portando con sé la figlia Isa, Dick subì un’effrazione nella sua casa di San Rafael (California) che aumentò a dismisura la sua paranoia. Lo scrittore denunciò con insistenza il fatto alla polizia, che già lo conosceva come mitomane e piantagrane. Dick si convinse che chi aveva svaligiato la casa cercava qualcosa correlato alle “verità” che la sua scrittura era in grado di rivelare; in particolare, pensò al manoscritto in lavorazione di Scorrete lacrime, disse il poliziotto, e a una droga in grado di agire sui centri nervosi che controllano le facoltà spaziotemporali: una sera ne aveva raccontato la trama a un tizio che per qualche tempo aveva abitato a casa sua, il quale sosteneva che la Cia facesse esperimenti del genere con un derivato dell’LSD denominato in codice mello jello probabilmente in riferimento alla canzone Mellow Yellow (1967) del cantautore scozzese Donovan.
Dick si convinse che l’effrazione e il furto fossero stati messi in atto da un’unità scelta al soldo del complesso militar-industriale, e paragonò il proprio romanzo in lavorazione a Arcipelago Gulag del dissidente sovietico Solženicyn; il testo infatti era ambientato in futuri Stati uniti del futuro totalitari, uno stato di polizia, per denunciare i crimini di Richard Nixon come il russo aveva denunciato quelli di Stalin.
Dick ricominciò a lavorare al manoscritto nell’autunno 1972 quando Tessa, una donna conosciuta da poco e che si era trasferita a vivere a casa sua, gli rivelò di aspettare un bambino da lui; portare a termine il romanzo gli prese parecchio tempo perché aveva smesso di prendere anfetamine, che lo facevano scrivere molto più velocemente (fonte: Wikipedia).

 

ESC – In questo estratto dall’intervento di Dick al festival della fantascienza di Metz (Francia, 1977), Philip afferma di vedere affiorare in questa realtà sprazzi di un presente alternativo. Ricordi qualche occasione in cui Philip ti ha reso partecipe di questi eventi? Potresti raccontarci cosa accadde?

TESSA Ricordo che un giorno camminavamo lungo un vicolo vicino al supermercato Trader’s Joe per comprare del cibo, quando Phil improvvisamente vide l’antica Roma al posto di Fullerton. Vide delle sbarre alle finestre degli appartamenti vicini, come se camminassimo lungo una prigione romana. Quando incontrammo un uomo che stava camminando nell’altra direzione, Phil lo vide vestito come un centurione romano. Di questa esperienza mi affascina pensare che Phil abbia viaggiato mentalmente nel tempo e nello spazio.

ESC – In “Valis” mi sono commosso leggendo un passo pregno del dolore e del senso di colpa che la morte prematura della sorella ha causato durante tutta l’esistenza di Phil. Il passo riguarda la cosmologia tratta dall’esegesi di Horselover Fat, l’alter ego di Phil:

“32. La mutevole informazione che noi percepiamo come Mondo è una narrazione in via di svolgimento. Racconta della morte di una donna. Questa donna, morta molto tempo fa, era una delle gemelle primordiali. Era metà della divina sizigia. Lo scopo della narrazione è rammentare lei e la sua morte. La Mente non desidera dimenticarla. […] Tutte le informazioni elaborate dal Cervello (e percepite da noi come organizzazione e riorganizzazione di oggetti fisici) sono il tentativo diretto a questa conservazione di lei. […] La registrazione della sua morte è ordinata fino ai più bassi livelli della realtà della Mente sofferente, che adesso è sola”.

E anche:

“47. […] quindi le informazioni della Mente consistono in un tragico racconto della morte di una donna, che genera angoscia in tutte le creature dell’universo ologrammatico senza che queste sappiano il perché. Questo dolore se ne andrà quando il gemello sano subirà la mitosi e il “Regno di Dio” giungerà”. 

In questo dolore, come ci ricorda Horselover Fat, l’Universo non può che essere irrazionale.
Vuoi raccontarci quanto questo fatto abbia influito e condizionato la vita di Phil, il suo rapporto con le donne e la tua vita con lui? E quanto sia irrazionale per te l’universo?

TESSA – La perdita di un gemello è descritta come la perdita di un arto o un’altra parte di te stesso. Phil non ha mai conosciuto sua sorella Jane perché morì neonata a quasi tre settimane di vita. Tuttavia, capì che aveva perso parte della sua anima. Quando studiò le religioni dualistiche, rimase affascinato dal concetto dell’uovo cosmico e dalle divinità gemelle nate da questo uovo. Phil ha sempre sperato che sua sorella avesse potuto rinascere, in modo da poterla incontrare di nuovo. Lui credeva nella reincarnazione. Pubblicò un libro intitolato “La ragazza dai capelli scuri” dove affrontava la sua convinzione che sua sorella avesse i capelli scuri e dato che ho i capelli neri, mi fece diventare il centro di quel libro. È stato un grande peso ricoprire il vuoto lasciato da Jane nel suo cuore.

ESC – Credi che il “Regno di Dio” della nota 47 dell’Esegesi di Phil/Horseloverfat sia giunto nella forma di Firebright per quietare il dolore e il senso di colpa per la morte della sorella? In parole povere, non credi che più che l’effetto di una patologia, il raggio rosa possa essere considerato un evento salvifico?

TESSA – In realtà il raggio rosa era l’attività fosfenica che si verificò dopo che Phil fu leggermente accecato da una luce brillante. Firebright, come mi ricordo, era una piccola palla di luce blu che svolazzava intorno come una farfalla. In ogni caso, Phil era piuttosto agitato e impaurito, si aspettava da un momento all’altro un altro colpo nella sua casa, come quello che avvenne il 17 novembre 1971. Le visioni gli dissero che era al sicuro, che era protetto.

ESC – Parliamo della tua vita con Philip. Come vi siete conosciuti? Qual è stata la cosa che ti ha colpito di lui e quale, invece, la cosa di te che lo ha catturato?

TESSA – Conobbi Phil a una festa dove non conoscevamo la maggior parte delle persone. Ci presentò Ginger, l’amica di mia madre. Phil sembrava perso e solo, come un cucciolo di cane. Pensò che io fossi una spia sotto copertura inviata per spiarlo. Questo portò a molti fraintendimenti.

ESC – Sappiamo da una dichiarazione scritta dallo stesso Philip che tu hai partecipato alla scrittura di “A Scanner Darkly” (Un oscuro scrutare), vuoi raccontarci di questa esperienza?

TESSA – Ho scritto alcune scene di “Un oscuro scrutare” in particolare la scena in cui l’auto ha un guasto e il protagonista apre il cofano della macchina e trova un mucchio di feci di cane. Ho anche fatto la correzione di bozze del manoscritto, così come le bozze preliminari che provenivano dalla casa editrice. Ho dato una serie di suggerimenti per portare avanti la trama e sulle parole da usare. Phil ebbe difficoltà a capire la scienza del cervello diviso, così dovetti aiutarlo. Avevo studiato l’argomento a un corso di scienza avanzata al liceo.

ESC – Tessa, vuoi raccontarci del tuo libro “La mia vita con Philip Kindred Dick”?  Credo che i nostri lettori troveranno interessante l’argomento, dato che nella biografia racconti proprio del periodo in cui accaddero i fatti del  2-3-74, per i quali Philip si interrogò per tutta la vita.

TESSA – “La mia vita con Philip Kindred Dick” è un libro di memorie, che guarda indietro a uno dei periodi più significativi della mia vita. Si focalizza su Phil, ma è la mia storia. Ebbe visioni che cambiarono il corso della sua scrittura, portandolo in “Valis” a occuparsi delle esperienze religiose alle quali ho avuto la fortuna di partecipare. Così ho fatto del mio meglio per condividerle con i lettori. 

ESC – A chi o a cosa si riferiva Phil quando parlava di Simon Mago, Tommaso o Firebright?

TESSA – Simon Mago era uno stregone. È menzionato nel capitolo otto del libro degli Atti nel Nuovo Testamento. Quando vide gli apostoli imporre le mani sulle persone, cercò di comprare la propria salvezza con il denaro. Inutile dire che non ebbe successo. Thomas, secondo Phil, era un Cristiano del primo secolo che parlava a Phil nei sogni e nelle visioni. Firebright era uno spirito confortante.

ESC – Adesso parliamo di te,  di quello che ti occupi, delle tue pubblicazioni e della tua trasmissione radiofonica, in poche parole della tua vita…

TESSA – Sono stata cresciuta da una madre matta e alcolizzata e da un padre principalmente assente. Papà non ha mai abbandonato la famiglia, ma lavorava molte ore per guadagnare i soldi per pagare le bollette. Mamma sprecava denaro in alcool e feste, mentre noi avevamo fame. Credo che l’educazione sia stata la mia chiave per una vita migliore, così ho pianificato di andare al college. Ho ottenuto un Master e una posizione di insegnante in Inglese e Comunicazione alla Chapman University. Ora dedico la maggior parte del mio tempo a scrivere.

ESC – Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

TESSA – Continuerò a scrivere. Ho scritto un romanzo di fantascienza intitolato “Angeli Caduti”, così come un giallo e molti altri. Il mio attuale progetto è intitolato “Conversazioni con Philip K. Dick” e spero di finirlo presto.

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ESC e Claudio Fallani – Grazie Tessa B. Dick per aver risposto alle nostre domande e averci regalato un po’ del tuo tempo, le facciamo i nostri auguri per i suoi progetti futuri.  Ringraziamo inoltre Riccardo Iacono (visita il sito prichardesign cliccando qui) per aver realizzato l’illustrazione in copertina. Un grazie infinito a Diego Capani e Studio Wabbit (visita la pagina facebook cliccando qui) per aver realizzato appositamente per noi le magnifiche illustrazioni che potete ammirare su queste pagine, e infine un grazie anche a Chiara Beatrice Santi (chiara.beatrice86[at]gmail.com) per la traduzione di questa intervista.

“Remembering Firebright. My life with Philip K. Dick” è stato tradotto in italiano da Electric Sheep Comics con il titolo “La mia vita con Philip Kindred Dick”. Il libro sarà in vendita in tutti gli store online e nelle migliori librerie dal 22 febbraio 2017.

 

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