Giovani ribelli (Kill your darlings) è un film del 2013 diretto da John Krokidas e interpretato da Daniel Radcliffe.

Perché è da vedere? È un film sull’amicizia e sulla poesia. Una storia di trasgressione che ha segnato la nascita della letteratura americana contemporanea e della Beat Generation.
La storia è semplice e forse è soltanto un pretesto per parlare d’amore e di complicità intellettuali.
Il giovane Allen Ginsberg, interpretato da un sorprendente “ex maghetto”, frequenta tra il 1943 e il 1945 la Columbia University. Qui fa la conoscenza e si innamora di Lucien Carr – giovane trasgressivo – che è aiutato nello svolgimento dei propri studi da un abile bidello: David Kammerer.
I fatti sono veri e raccontano di come Kammerer, innamorato di Lucien Carr che in passato lo aveva anche sedotto, continui a perseguitarlo nonostante il giovane Lucien voglia troncare ogni relazione.
Una notte Kammerer viene trovato morto annegato nel fiume Hudson, probabilmente assassinato. Carr sospettato dell’omicidio verrà poi difeso da Ginsberg.

La storia cruenta mette l’accento più che sul fatto delittuoso, sulla narrazione dell’ambiente in cui nascono le prime ansie di libertà dei poeti beat e delle loro avventure dettate da eccessi.
Il coinvolgimento di tre futuri grandi della letteratura come Ginsberg, Kerouac e William Burroughs, serve per raccontare la vita bohemien di questi giovani scrittori ribelli che guidati dalla potenza letteraria anarchica di Ginsberg, vogliono cambiare il mondo cercando nuovi canali di espressione.
In sostanza, i racconti dello stile di vita dei beats sono modelli antagonisti che accarezzano il fascino di eroi perdenti.
I beats erano sperimentatori in cerca di libertà estreme, disposti all’uso di droghe per favorire l’espansione della coscienza e come apertura per coltivare forti passioni .
Spavaldamente rifiutavano il mondo esterno con aspetti di forte individualismo. Furono insomma i precursori del rifiuto dell’American way of life che si sviluppò ampiamente negli anni successivi .
La critica anarchica di Ginsberg e Kerouac disegnava questi poeti come degli uomini alla ricerca del proprio destino spirituale prima ancora che materiale. La loro fu una rivoluzione esistenziale capace di contaggiare i campus universitari ed ebbe un effetto dirompente anche sulle istituzioni culturali.