La lunga notte di Victor Kowalsky, su nero cafè

premontaggio total ok 32120Mirko Giacchetti recensisce il corto La lunga notte di Victor Kowalsky

E poi leggi qualcosa che…

Era caffè, ma quella brodaglia fai da te, amara quanto una sconfitta, era più il premio del perdente; all’epoca feci quel brindisi leggendo, per l’ennesima volta, un racconto breve “avversario” in un contest letterario. Nella mia peregrinazione attraverso i forum dedicati alla scrittura, quello fu il primo che mi fece pensare: “perché non l’ho scritto io?”

Il confronto aiuta a crescere e La lunga notte di Victor Kowalsky, scritto da Claudio Fallani in quel settembre del 2011, mi fece capire quanta strada avrei ancora dovuto percorrere per arrivare a creare qualcosa di buono. Mentre cercavo di accorciare la distanza e imparare a scrivere, ho avuto il piacere di imbattermi, ancora una volta, negli incubi di Victor. Come per il vino buono, il tempo è servito solo a migliorarlo. Il racconto non è più breve, ora ha un respiro più ampio e i suoi misteriosi ospiti continuano a tormentarlo, ma ci sono altre due grosse novità.

 

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